Stanza.

Ancora poserai sopra la mia terra,
lo stesso sole
di serra e arido il campo.
Viene notte anzi tempo.
Siamo isole
Dentro un imprevisto, come una guerra.

Il sorriso d’affetto che mi cullò
al grande male strappa.
Per un minuto sfuma,
Tace la pena.
Forte corrente, mare d’astio in piena,
La mia onda ti consuma.

Posa le membra, fiacca:
Di sale t’amò

Il mio sorriso arrogante, uno sfottò.

mercoledì 2 giugno 2010

5 responses to Stanza.

  1. Anonimo says:

    Ermetismo puro e insondabile. Facciamo silenzio davanti all'Arte.

    Andrea Falconeri.

  2. Pauline. says:

    l'anonimo del commento del tuo scorso post sono io.:)
    figurati,sono parole sentite con il cuore.

  3. Pauline. says:

    il tuo sorriso arrogante mi ha fatto venire in mente che avrei dovuto dirti una cosa.
    mi conosci,indirettamente.
    il tempo passa e allontana le ore,ma non le persone.
    volevo dirti che mi hai vista,di già.
    conosci mia sorella.
    Lidia,quella della Nuova Zelanda.
    ma le ore intrecciano le sensazioni e gli stati d'animo.

  4. Oddio. Che piacere! Non "avresti dovuto dirmi" una cosa, me l'hai detta spero perchè ti andava.
    Ma questo non cambia la poesia che non ha nome, non ha verità, età, non ha quasi mani che la scivono. Non cambia il magnetismo della parola.

  5. Pauline. says:

    il piacere è mio,ovviamente!
    mi andava,certo.
    è solo colpa delle interferenze,questo gioco di parole mischiate con il cielo.