Lei sta dietro alle fotografie, ecco perchè non la posso vedere. Non conosco la consistenza del suo corpo ma sperimento ciò che vi è contenuto: lo spazio tra organo e organo riempito da sogni stipati alla bell'e meglio, le infezioni dei ricordi che spesso infilzano, l'irruenza dello stomaco attento, spontaneo, la sua parte migliore.


Guarda fuori: le stelle cadono dal cielo nuvoloso,
sembra una guerra e invece è un amore.

Un cuore vacilla e un cuore esplode.
Non fa alcun rumore.


Attento lo scultore del corpi nei sogni: come acqua incolori, inodori e insapori. Queste canzoni della distanza, queste preghiere della lontananza, non sono altro che gridi disperati di volontà. Io voglio e dunque sogno. Sogno e dunque mi inganno conoscendo l'inganno. Mi avveleno di solitudine al risveglio. Peggioro di gran lunga la perfezione della realtà.
Tu sei reale e viva, per questo mi permetto di scherzare con i sogni. Un giorno arriverai a perfezionare gli inganni, a renderli quasi veri, e i sogni non avranno più ragione di prendersi cura e gioco di me.


Guarda fuori: le stelle cadono dal cielo nuvoloso,
sembra una guerra e invece è un amore.

Un cuore vacilla e un cuore esplode.
Non fa alcun rumore.

mercoledì 11 agosto 2010 3 Comments

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