Pensa, amore mio.




Hai visto cosa accade al di là del mare, amore mio?
Pensa se venisse la guerra, quella di cui tu hai tanta paura e quella della quale io, grazie a te, ho capito di dover avere timore sopra ogni cosa.
Pensa, amore mio, se non potessimo vedere tutto quello che non abbiamo ancora visto, se non potessimo più dirci tutto quello che non ci siamo dette, se non potessimo fare tutto quello che io sto immaginando di poter ancora fare con te e che tu, probabilmente, vorresti fare insieme a me.
Ho paura della guerra. Se non si avverasse nulla di quello che immagino per il mio futuro, se non potessi più baciare la tua bocca, se non potessi più stringere le tue mani e cantare guardandoti negli occhi; se non potessi raccogliere un fiore e dartelo, se non potessi assieme a te, per la prima volta, vedere i mandorli fioriti. Se se se. Ma pensa! Come sarebbe stata inutile la mia vita se il tempo all'improvviso iniziasse a contare alla rovescia e mi stringesse nella morsa del non detto, del non fatto! Pensa, amore mio.

Che voglia che ho di prenderti e di volare sopra alla terra degli umani. Che voglia di sentirmi al sicuro dalla guerra, come se dal cielo potesse piovere solo acqua. Voglio credere che mi abbracceresti e che mi proteggeresti dal cielo quello nero, dal fuoco quello spietato, dall'odio. So che la guerra non arriverebbe mai se io e te avessimo il coraggio di fare l'amore, se tutti coloro che si amano avessero il coraggio di farlo. Se tutti gli orgogliosi tornassero a casa, scoprendo il tepore e la semplicità; se tutti i prigionieri potessero fare il biglietto del treno, scoprendo quanto è spettacolare la Terra.
Pensa, amore mio. Come sarebbe se io e te fossimo sole al mondo? Ci sceglieremmo per salvarci o saremmo salve scegliendoci?

E se non potessi mai più guardarti mentre dormi? Il pensiero mi dà una vertigine tale da lasciarmi con le ginocchia tremanti come se avessi bevuto tanto vino. E se non potessi più cercare rifugio nei tuoi rimproveri? E se fosse che... se non ci fosse più tempo? Cosa faremmo ripensandoci, nel caso potessimo ripensarci? Ci prenderemmo per la pelle, ci tireremo con forza l'una contro l'altra, in una smania di non lasciar cadere nemmeno una briciola del lauto pasto. Ci sbraneremmo con gli occhi, nella paura di non rivederci più.

Deve essere terribile, la guerra. Ho sempre un'immagine ricorrente, se ci penso: io sono da una parte di una grande città e tu sei dall'altra. In mezzo c'è la guerra più totale e disastrosa, c'è caos, ci sono macerie, ci sono pericoli, ci sono persone fuori di sè e ci sono orrori inguardabili. Ma tu sei dall'altra parte, e allora io mi dimentico di tutta la guerra, mi dimentico di tutta la paura che ho (e ne ho tantissima), mi dimentico che potrei morire, e mi metto a correre. Corro con le lacrime negli occhi come quando si va veloci in discesa sugli sci, che un po' si lacrima e si strizza lo sguardo; corro con i pugni serrati e le braccia aperte, cantando forte per scacciare la paura; correrei velocissimamente per non essere presa da nessuno e certamente sarei la donna più veloce mai vista dall'umanità perché correndo verso di te avrei più forza di un uragano. Salterei le macerie, magari prenderei una storta, magari inciamperei, ma cercherei tutte le scorciatoie e sarei agile come un gatto. Arriverei fino da te, urlerei il tuo nome e ti vedrei. Tu saresti lì, incredula e felice. Apriresti le braccia, mi serreresti a te e la guerra finirebbe. In tutto il mondo.

lunedì 21 febbraio 2011 Leave a comment

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